Fisco e P.IVAPubblicato il 24 giugno 2026 9 min di lettura

Aprire la Partita IVA da freelance: regime forfettario spiegato semplice

Guida pratica all'apertura della Partita IVA in regime forfettario: requisiti, coefficienti di redditività ed esempio di calcolo delle tasse.

Aprire la Partita IVA è spesso il primo ostacolo mentale per chi vuole iniziare a lavorare come freelance in Italia. Sembra una procedura complessa, piena di termini tecnici, ma nella maggior parte dei casi per un libero professionista che inizia da zero il percorso è più semplice di quanto sembri, soprattutto grazie al regime forfettario. In questo articolo vediamo passo per passo cosa serve, come funziona la tassazione agevolata e quali sono i limiti da conoscere prima di partire.

Cos'è il regime forfettario

Il regime forfettario è un regime fiscale agevolato pensato per persone fisiche che avviano o gestiscono una piccola attività professionale o d'impresa. Le sue caratteristiche principali sono:

  • Imposta sostitutiva unica al posto di IRPEF, addizionali regionali e comunali
  • Niente IVA da addebitare in fattura ai clienti (fatture senza rivalsa IVA)
  • Contabilità semplificata, senza obbligo di tenuta di registri IVA complessi
  • Esonero da studi di settore e da alcuni adempimenti tipici del regime ordinario

Per accedere occorre rispettare un limite di ricavi o compensi annui pari a 85.000 euro. Superata questa soglia, o al superamento di 100.000 euro nel corso dell'anno, si passa (immediatamente o dall'anno successivo, a seconda della soglia superata) al regime ordinario.

"Il regime forfettario non è un'agevolazione automatica per sempre: va monitorato ogni anno, perché il superamento della soglia di fatturato comporta il passaggio al regime ordinario, con obblighi IVA e contabili diversi."

Requisiti per accedere al forfettario

Non tutti possono aprire una Partita IVA in regime forfettario. Tra i requisiti principali:

  • Ricavi o compensi dell'anno precedente non superiori a 85.000 euro
  • Spese per lavoro dipendente e collaboratori non superiori a 20.000 euro lordi annui
  • Assenza di partecipazioni di controllo in società di persone o srl che svolgono attività riconducibile a quella del professionista
  • Non aver percepito, nell'anno precedente, redditi di lavoro dipendente o assimilati superiori a 35.000 euro (salvo alcune eccezioni, come la cessazione del rapporto)

Chi ha già una Partita IVA in regime ordinario può passare al forfettario dall'anno successivo, se rientra nei requisiti.

Come aprire la Partita IVA: i passaggi pratici

1. Scegliere il codice ATECO

Il codice ATECO identifica l'attività svolta ed è determinante perché da esso dipende il coefficiente di redditività applicato ai ricavi. Va scelto con attenzione: un codice sbagliato può comportare un coefficiente più svantaggioso o controlli in caso di attività dichiarata in modo non corretto.

2. Presentare la dichiarazione di inizio attività

Si presenta all'Agenzia delle Entrate tramite il modello AA9/12, indicando dati anagrafici, attività svolta, regime fiscale scelto e residenza. Si può fare online, tramite intermediario abilitato (commercialista) o presso un ufficio dell'Agenzia delle Entrate.

3. Iscrizione alla gestione previdenziale

A seconda dell'attività, occorre iscriversi:

  • alla Gestione Separata INPS, per la maggior parte delle attività professionali senza cassa specifica
  • alla gestione Artigiani o Commercianti INPS, per chi svolge attività artigianali o commerciali
  • a una cassa professionale specifica (ad esempio per architetti, avvocati, commercialisti), se l'attività lo richiede

4. Eventuale iscrizione a Camera di Commercio

Necessaria per le attività di impresa (commercio, artigianato), non sempre per le attività professionali pure.

5. Attivare fatturazione elettronica

Anche i forfettari, salvo eccezioni per chi ha ricavi molto contenuti, sono generalmente tenuti alla fatturazione elettronica verso clienti privati e pubblica amministrazione.

Coefficienti di redditività: come funzionano

Nel regime forfettario le tasse non si calcolano sul fatturato reale, ma su un reddito imponibile forfettario, ottenuto applicando ai ricavi un coefficiente di redditività che varia in base al codice ATECO. Questo coefficiente rappresenta, in modo semplificato, la percentuale di ricavi considerata "reddito" ai fini fiscali, indipendentemente dalle spese effettivamente sostenute.

Attività tipica freelanceCoefficiente di redditività indicativo
Commercio al dettaglio e ambulante40%
Attività professionali, scientifiche, tecniche (consulenza, design, marketing)78%
Servizi informatici e sviluppo software67%
Attività di costruzioni e attività immobiliari86%
Servizi di alloggio e ristorazione40%
Altre attività di servizi (es. servizi alla persona)67%

I coefficienti sono definiti per gruppo di codici ATECO e possono variare nel tempo: verifica sempre il coefficiente aggiornato collegato al tuo specifico codice con un commercialista o sul sito dell'Agenzia delle Entrate.

Esempio di calcolo su un fatturato annuo

Prendiamo il caso di un freelance che lavora come consulente di marketing digitale, con codice ATECO che rientra nel coefficiente 78%, e un fatturato annuo di 40.000 euro.

Passaggi del calcolo:

  1. Reddito imponibile forfettario: 40.000 € x 78% = 31.200 €
  2. Contributi INPS Gestione Separata dovuti (aliquota indicativa, verificare quella aggiornata): calcolati sul reddito imponibile di 31.200 €
  3. Reddito imponibile fiscale: reddito imponibile forfettario meno i contributi previdenziali versati nell'anno
  4. Imposta sostitutiva: 15% sul reddito imponibile fiscale (5% per i primi 5 anni se si rispettano i requisiti di startup, ad esempio non aver svolto negli ultimi 3 anni la stessa attività come lavoro dipendente o autonomo)

Questo significa che, a parità di fatturato, il carico fiscale e contributivo dipende molto dal coefficiente di redditività della propria attività e dal fatto di essere o meno nei primi cinque anni con aliquota agevolata al 5%. Questi numeri sono indicativi: le aliquote contributive e le soglie possono cambiare, quindi è sempre importante far verificare il calcolo puntuale a un commercialista.

Aliquota al 5% per le nuove attività

Chi apre una nuova Partita IVA può beneficiare, per i primi 5 anni di attività, dell'imposta sostitutiva ridotta al 5% invece del 15%, a condizione che:

  • non abbia esercitato, nei tre anni precedenti, attività d'impresa, arte o professione, anche in forma associata o familiare
  • l'attività non costituisca mera prosecuzione di una precedente attività svolta come lavoro dipendente o autonomo (salvo il periodo di pratica obbligatoria)
  • in caso di prosecuzione di attività d'impresa altrui, i ricavi dell'anno precedente non superino la soglia di accesso al forfettario

Vantaggi e limiti del forfettario per un freelance

Vantaggi:

  • Tassazione ridotta e prevedibile
  • Contabilità semplice, meno costi di gestione con il commercialista
  • Nessuna applicazione dell'IVA in fattura, utile con clienti privati

Limiti:

  • Non è possibile scaricare le spese reali sostenute (il coefficiente è fisso, indipendentemente dai costi effettivi)
  • Superata la soglia di fatturato si esce dal regime, con adempimenti IVA più complessi
  • Meno indicato per attività con costi molto elevati rispetto ai ricavi, dove il regime ordinario potrebbe essere più conveniente

Dopo l'apertura: come trovare i primi clienti

Aperta la Partita IVA, la sfida successiva è trovare progetti con continuità. Un marketplace come Freelando permette di ricevere richieste da clienti che pubblicano il tuo progetto gratuitamente, mentre i freelance rispondono con preventivi spendendo crediti in base al budget indicato, senza abbonamenti fissi da sostenere ogni mese: puoi consultare prezzi e crediti per capire il funzionamento nel dettaglio. Costruire un profilo completo nella directory dei freelance aiuta a farsi trovare più facilmente dai clienti in cerca di un professionista verificato.

Se vuoi approfondire le strategie per acquisire clienti nei primi mesi di attività, può interessarti anche come trovare clienti da freelance in Italia.

Domande frequenti

Posso restare nel regime forfettario per sempre?

In teoria sì, se rispetti ogni anno i requisiti di ricavi e gli altri limiti previsti. Se superi la soglia di 85.000 euro passi al regime ordinario dall'anno successivo, mentre superare i 100.000 euro comporta il passaggio immediato già nell'anno in corso.

Il regime forfettario conviene sempre rispetto a quello ordinario?

Non sempre. Se la tua attività ha costi reali molto elevati (attrezzature, materiali, collaboratori) rispetto ai ricavi, il regime ordinario, che permette di dedurre le spese effettive, potrebbe risultare più conveniente. Va valutato caso per caso con un commercialista.

Devo aprire la Partita IVA prima di iniziare a lavorare o posso farlo dopo il primo incarico?

La Partita IVA va aperta prima di emettere la prima fattura per un'attività abituale e continuativa. Per prestazioni occasionali sporadiche esistono altre forme (come la prestazione occasionale), ma se l'attività diventa continuativa è obbligatorio aprire Partita IVA.

Quali sono i contributi INPS da versare nel forfettario?

Dipende dall'attività: chi non ha una cassa specifica versa alla Gestione Separata INPS una percentuale calcolata sul reddito imponibile forfettario; artigiani e commercianti versano invece contributi fissi più una quota variabile. Le aliquote cambiano periodicamente, quindi vanno sempre verificate aggiornate.

Cosa succede se supero la soglia di 85.000 euro a metà anno?

Se superi 85.000 euro ma resti sotto i 100.000 euro, resti nel forfettario per l'anno in corso e passi al regime ordinario dall'anno successivo. Se superi i 100.000 euro, l'uscita dal regime forfettario è immediata, con applicazione dell'IVA già nell'anno in corso dal superamento della soglia.

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